Il Razzismo spiegato a me pt1

“Dio non bada al colore della pelle quando decide di scatenare un tornado.”

The Help

 

Miei cari Italiani,

Parliamo dell’argomento più ‘mainstream’ della Storia. Il razzismo. Chi saprebbe definirmi il razzismo? Che significa razzismo? Che valenza ha nel suo potere di discriminazione e poi, credete nel razzismo al contrario?

Davvero, domande prettamente scolastiche che ti tocca sentire a lezione ogni dannata volta, in nome della sensibilizzazione all’umanità, come se spiegare il razzismo come una cosa brutta, in un certo senso si elimini. Un modo come un altro che la società adopera per lavarsi la coscienza dopo secoli di abusi e soprusi sull’essere umano che la nostra bacata e malata testa decide di definire diverso. Su quali criteri? Su quelli che ovviamente non dichiareremo mai apertamente. La diffidenza per coloro che ci rendono diffidenti, sia per colore di pelle che per nazionalità, sono ideologie che ora, in epoca diciamo moderna, non saremo in grado di dire apertamente. (Esclusi le grandi teste bacate della società politica che hanno deciso di farci un business socio politico)

Francamente se dobbiamo lavarci la coscienza abbiamo bisogno ben più di candeggina e varechina. Parliamo di secoli di sangue nell’anima, di eredità e del nostro retaggio. Non siamo in grado di cancellare la storia né mai accadrà, proveremo a nasconderla ma chi ha avuto a che fare con la distopia dei romanzi, difficilmente scamperemo all’inevitabile memoria.

Il razzismo giace nelle piccole quotidianità umane, nella noncuranza del prossimo. Di base è questo. Quando a scuola non ci sediamo accanto alla velata o al negro di turno (buffo come pensiamo al maschile quando usiamo questa parola) perché non subito ci accorgiamo che hanno qualcosa di diverso, ma quando lo facciamo l’imbarazzo è tale che dobbiamo levare le tende e far finta di nulla.

“Il razzismo è un concetto creato dai bianchi” la più assurda frase sentita in questo mondo, oppure “Il razzismo al contrario esiste” o che non esista.  O le migliori intro di sempre “Non sono razzista, ma…” e così tanti puntini di sospensione che ti vien voglia di impiccarti o impiccarli.

Secondo la fonte più accreditata dai leoni di tastiera (Grazie Wikipedia di esistere, ho passato chimica grazie a te) il razzismo è un concetto (preconcetto) nella quale distinguiamo ciò che a primo impatto si differenzia dal nostro essere partendo dalle basi, come il colore della pelle, la lingua, la religione.

Il razzismo nasce appunto dal “diverso”.

Ma essenzialmente cosa è diverso?

Andromeda Borges

 

 

 

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Il Peccato più grande

“Lamento di un amico morto”

 

Parliamo d’amore e scriviamo peccato
Parliamo d’arte senza saper creare
Siamo anime piene di dispiaceri,
incerti del nostro incedere
Siamo il frutto di dannati

Siamo poesie frettolose scarabocchiate
Su qualche muro, dove un cane ha lasciato
Le tracce del proprio passaggio,
ci chiamano peccatori immondi
frutto della più grande
ed empia passione umana
Artisti senza ruoli in questo mondo malato
Ci crediamo i figli di Dio,
in una società in cui Dio
È divenuto un business umano

In noi si riflettono l’oscurità del marciume umano
Non temiamo le grandi delusioni, orami abbiam perso
Non temiamo per la nostra vita, ormai siam morti
Non temiamo il fallimento, ormai siamo un ricordo
Il mondo vissuto dalle distorte virtù umane

Un silenzio presieduto dall’amore
In un mondo in cui esso più non trova pace
Ci siamo ingannati con la più grande verità
Del mondo, l’abbiamo violata
nel suo Verbo

L’abbiamo resa infeconda
Peccatori immondi in cerca di redenzione
Protetti dal caduto nelle nostre disgrazie
I dimentichi di Dio
I dimenticati da Dio.

 

Andromeda Borges

Mappe e Cicatrici

Passeranno gli anni
e le cicatrici ritorneranno

e le rughe, incalzanti

ed inesorabili le mappe

sui nostri volti formeranno

Volti trasformati dal tempo

Linee intrecciate su queste carte

punti, tappe, mete, sogni

illusioni

 

Passeranno gli anni

Gli occhi parleranno dispersi

O forse, solo disperati

Alla ricerca di sazietà

Dalla fame di vita

E mai arriva

Troppe le speranze

Esperienze e desideri

 

Passeranno gli anni

Le passioni saranno cenere

In questa terra che gira

Le anime saranno solo

Ricordi bruciati

Ricordi di bellezza e gioventù

Di sofferenza e dolore

 

Storie di non rimpianti

Storie di non delusioni

Tutto quel che può rimanere

In bianco e nero

Su pagine d’inchiostro

 

E passeranno gli anni

Troverò il coraggio di dire

Che quelle mappe

Le ho davvero vissute.

Andromeda B.


Miei Cari Italiani

Ed eccoci qui, signori e signore,  al fatidico primo articolo di un blog completamente nuovo. Che dire, scrivere per ispirazione è assai difficile, soprattutto se vivi in un mondo pieno di canaglie (in senso anche positivo) del giornalismo e del blogging. L’ispirazione che trovi nel mondo lo ritrovi nelle brutture e nel catafascio mondiale in cui ci sentiamo assurdamente coinvolti senza poter muovere un dito, viviamo in un contesto di pure proteste e rivolte, non sempre eque e non sempre giuste, ideate per il solo gusto di fare notizia o il gusto di fare scandalo.

Non avete voi la perenne sensazione che il mondo, il nostro paese in primis, vada a puttane? Per ogni cosa buona ne appaiono cento altrettante cattive.

Ed eccomi qui, nel mero tentativo di creare qualcosa di buono per me, ritagliarmi un piccolo spazio mediatico da brava piccola creatura ignorante affamata di conoscenza e sensibilità umana, e purtroppo non sono mai abbastanza.

Miei Cari Italiani, per i più avranno capito che questo mio tentativo emula la celebre serie Netflix “Dear White People” a sua volta prende esempio uno dei più discussi e controversi film del 2014 , omonimo per giunta. Vi consiglio sia il film che la serie, se volete un’infarinatura di razzismo, razzismo nero e bianco, di qualsiasi controversia che l’umanità ha creato per discuterci animatamente su, questi fanno per voi, ma vi prego, concedetevi quell’autoironia e il sarcasmo, e naturalmente, mente aperta.

E detto questo, vedremo quanto andremo avanti.

In gamba miei cari italiani.

Andromeda B.